La soluzione del mistero (1480)
Colazione con la mia amica Paola, nota ipocondriaca al pari del sottoscritto. Mi fa: «Ieri mi metto a fare il tapis-roulant. Mi sono anche comprata un orologio che mi segna pulsazioni, ossigenazione, tempo trascorso, tutto quanto. Comincio a camminare a passo moderato e dopo poco do un'occhiata alle pulsazioni: 108. Ok, penso, normale. Continuo e quando guardo di nuovo sono a 120. “Mm,” penso, “eppure sto solo camminando…”. Allora le tengo d'occhio. 124. 129. 135. 140. Cazzo, penso, ma che succede? Le pulsazioni continuano a salire inesorabilmente anche se sto rallentando. 142. 145. Immagino il mio cuore che si gonfia come un palloncino pronto a scoppiare. 147. 149. “Non le ho mai avute così alte in vita mia!”, penso. 151. 152. “Mi sta venendo un infarto?! Sto morendo?!”. 155. 157. “È dunque questa la morte?!”. A quel punto fermo tutto e mi sdraio. Sto per chiamare un’ambulanza. “Strano, però”, penso mentre mi tasto la carotide, “in realtà mi sento abbastanza bene”». Qui Paola si ferma e beve un sorso di cappuccino. Ne approfitto per dire: «Perché ho la sensazione che alla conclusione di questo aneddoto sarai completamente coperta di ridicolo?». E Paola: «Perché sei un ipocondriaco anche tu». «Ah già» le dico. Poi: «Ok, vai, sono pronto: soluzione del mistero?» E Paola: «Erano i metri percorsi».