Aperitivo con la mia amica Carla e sua cugina Lisa. Parlando del più e del meno, viene fuori che Lisa tempo fa ha scoperto che la Chiesa cattolica annovera tra i suoi milioni di cattolici tutti i battezzati, compresi gli atei, e questo non le andava giù.
«E quindi?» le chiedo.
«E quindi mi sono fatta scomunicare» mi dice Lisa.
Rido. «E come?».
«È molto semplice. Ho scritto una lettera al parroco esprimendo la mia volontà di recidere il mio legame con la Chiesa cattolica, lui ha scritto al vescovo, il quale mi ha inviato una bellissima pergamena decorata che mi informava che rinunciando al battesimo incorrevo nella giusta pena di scomunica latae sententiae, con conseguente inevitabilità dell'Inferno dopo la mia morte».
Guardo Carla, che mi fa: «Tutto vero, ho visto la pergamena nel suo studio».
«L’ho fatta incorniciare» dice Lisa.
«Ma è stupendo» le dico. «Posso vederla?».
«Certo!» mi fa lei.
«E ora che sei scomunicata come ti senti?».
«Molto sollevata. Ora quando morirò – se l'Inferno esiste e io mi sono sbagliata – potrò passare il mio tempo con Federico II, stupor mundi, nel girone degli atei scomunicati. Era il mio primo amore delle elementari».