Avevo l'impressione che Q. stesse parlando, in realtà, della natura del male della mezzanotte, che cominciava come una semplice sensazione di distacco dagli altri, una incapacità di «partecipare» non rara in uno scrittore, un senso di invidia e di incolmabile distanza dal resto del mondo, come quella che prova chi si rigira, inquieto, a letto, quando tutti dormono. Rapidamente, tuttavia, colui che era affetto dal male della mezzanotte cominciava ad amare quella sensazione di distacco, a coltivarla e anche a farla prosperare. Si teneva sempre più in disparte fino a quando, un brutto giorno, non scopriva che il proprio sguardo ostile era rivolto, prima che a chiunque altro, a se stesso.
Wonder Boys, M. Chabon
