Loro lo sentono (1464)

Ieri ho guardato Rush, il film del 2013 sulla rivalità tra i due piloti di Formula 1 Niki Lauda e James Hunt. Stando ai voti su Imdb (8.1 secondo il pubblico, come Barry Lyndon, e 7.4 per la critica, come Inception) e alle recensioni, anche di testate molto note, sembra proprio essere un capolavoro, sentite qua il Telegraph: "Una sceneggiatura superba". Wow, penso, proprio quello che mi ci vuole. Così comincio la visione. Tuttavia, dopo tre minuti James dice, serio, con voce profonda: «Le donne vanno matte per noi piloti non per quello che facciamo, non perché giriamo ore e ore in tondo su una macchina, no, è per la nostra vicinanza con la morte, e più sei vicino alla morte, più ti senti vivo… più sei vivo. E loro questo lo sentono». Frase che mi fa molto ridere (così come quel "e loro questo lo sentono", che sembra che stia parlando del bestiame, che sente quando sta per arrivare un temporale). Comunque sia, mentre guardo questa prima scena in cui James, pilota sciupafemmine, dopo pochi minuti fa sesso con un'infermiera battendo quasi ogni record in un film non pornografico, e forse anche per i film pornografici, e sto già per interrompere, mi dico "Mm, forse posso imparare molto in fatto di donne da questo film", e questo perché quando l'infermiera gli chiede «Oh, James, come ti sei fatto questa ferita?», che ci fossi stato io le avrei raccontato tutto per filo e per segno parlando a macchinetta e tempestandola poi di domande sui tempi di guarigione, modalità di medicazione e possibili conseguenze, approfittando poi dell'occasione per farmi controllare anche qualche altro piccolo disturbo e magari fare un prelievo per vedere i livelli di vitamina D, James, con voce da duro, le dice: «Non sono affari tuoi». E lì ho pensato: “Hai capito? Farò così anch'io!”. Vi saprò dire se funziona.

4.12.25