Casse automatiche. Sono il primo e unico in coda e, lì accanto, c’è la relativa addetta che, quando passa una collega, le fa: «Sto qui perché c’è...». La collega annuisce come a dire: “Ho capito”, poi se ne va, al che io vorrei chiedere all’addetta: “Mi scusi, sta lì perché c’è...?”, ma non mi va e allora ipotizzo. Sta lì perché c’è:
1. Piero, il più famoso ladruncolo di San Paco.
2. Quel tizio a cui capita sempre la rilettura. Nessuno ha capito come sia possibile, ma a lui capita sempre e solo la rilettura, anche se non compra nulla, anche se sta comprando qualcosa ma in un altro negozio, tipo da Leroy Merlin, prima deve andare al supermercato (venti minuti di macchina) a fare la rilettura e poi tornare e fare la rilettura anche da Leroy Merlin. «Forse c’è qualcosa che fa contatto,» ha ipotizzato una volta l’addetta, «per caso ha una placca metallica nella testa?».
3. Un bel caldo, e tutte le colleghe sanno quanto l’addetta, che soffre di geloni, ami stare al bel caldo, anzi ce l’ha proprio nel contratto.
4. Il sottoscritto Joey Baruffa, di cui è segretamente innamorata, e lui di lei, “e allora smettiamola con questi giochini,” dovrebbe dirle la collega, “lui che viene a prendere settantanove kiwi al giorno, tu che ti apposti con nonchalance per farti notare. Prendete ‘sti kiwi e andate a mangiarli fuori, sulla panchina, e lasciateci lavorare in pace”.
5. Il suo ex al reparto gastronomia e lei cerca di evitarlo: lui non sa usare le casse automatiche.
6. L’ispettore del supermercato, reparto Addette alle casse automatiche. Un paragrafo del regolamento interno dice che “una commessa deve sempre stare di controllo alle casse automatiche”, ma ovviamente una commessa non è mai di controllo alle casse automatiche e noi poveri clienti, ogni volta che c’è una rilettura, dobbiamo andare a cercarne una che venga a farla, e la commessa arriva ma è scocciata e di fretta perché stava facendo altro e allora prende gli articoli e li lancia a mitraglietta, specialmente le uova, perciò adesso vado a cercare l’ispettore e gli dico: “Signor ispettore, questi qui sono furbetti: quando lei viene si mettono tutti in posizione e quando lei se ne va tornano a fare quel cazzo che gli pare. Ma glielo dico io come vanno le cose in questo supermercato, perché ci vengo ogni giorno (a comprare 79 kiwi, ma è un’altra storia): non c’è mai nessuno di guardia alle casse automatiche!”. E lui mi direbbe: “Lo so, senta, non rompa i coglioni, ok?”, e questo perché quello che invece non so è che poco prima l’ispettore se ne stava appollaiato da qualche parte spulciando il cellulare e quando è passata una commessa lui le ha detto: «Sto qui perché c’è…» intendendo che c’è, fuori, appostato su un tetto con un binocolo, una brioche e un caffè caldo, l’ispettore degli ispettori, che quando passa un fringuello gli fa: «Sto qui perché c’è...», e così via.
7. Un biglietto da cento euro, sotto la sua scarpa sinistra, fuoriuscito dal borsellino della cliente alla cassa automatica 1 e generosamente svolazzato fino a lì.
8. Il suo ex al reparto gastronomia e lei è decisa ad aspettarlo per dirgli il fatto suo: lui usa solo le casse automatiche.
9. Un motivo segreto che non vuole dire a nessuno ma ha imparato che la gente non è davvero interessata a te e a tutte le tue paranoie e quando devi spiegare un tuo comportamento anomalo non sei davvero tenuto a raccontare ogni cosa per filo e per segno, basta accennare a un ipotetico motivo e la gente è soddisfatta, anzi meno ne sa e meglio è, anzi in realtà non ti aveva chiesto niente, lasciala stare.
10. Il sottoscritto Joey Baruffa, di nuovo, noto ladruncolo di San Paco, nonché ispettore dei fringuelli, nonché futuro suo ex, forse, se si decide a offrirle ‘sti 79 kiwi, altrimenti niente.