Stai scherzando (1522)

Ieri ero via. A un certo punto dopo un pranzo al ristorante mi viene una specie di reazione allergica e per sicurezza vado nel vicino pronto soccorso. La cittadina in cui mi trovo è piccola, in sala d’attesa non c’è nessuno, dunque mi visitano quasi subito e concludono che è una reazione pseudoallergica e decidono di tenermi semplicemente in osservazione per un po’. Siamo io, un medico, due infermiere e un altro paio di persone in camice. Mentre aspettiamo che io viva o muoia facciamo due chiacchiere, poi un’infermiera si mette al computer per inserire i miei dati anagrafici. Nome e cognome filano via lisci, ma poi si arriva al momento dell’indirizzo di residenza e so che San Paco Llorente genera sempre qualche difficoltà. Prima un classico «Eh?». E poi: attaccato, staccato, quante L, quante maiuscole?, eccetera. In questo caso l’infermiera sembra più in difficoltà del solito ma alla fine riesce a venirne a capo. «Allora, San Paco Llorente staccato con due L di cui solo una maiuscola» dice rileggendo, poco convinta. «Esatto» le dico io. «Bene,» dice lei, «e questa è fatta». «Poi. Via?» E io: «Via Wisława Szymborska». Silenzio. All’infermiera cadono letteralmente le braccia, appoggia la testa sulla tastiera, sconsolata, poi mi guarda e mi fa: «Stai scherzando…». Io le sorrido e le dico: «Sì».

13.10.26