E tu? (1486)

Colazione con la mia amica Carla. A un certo punto si avvicina al nostro tavolo una tizia che non vedevo da un po’, mi saluta e mi fa: «Ce l’hai ancora la gatta?». È una formulazione tipica, a quanto pare. «Sì…» le dico. Quando se ne va, dico a Carla: «È una domanda che mi mette sempre i brividi». Carla dice: «Dovevi chiederle: “E tu ce l’hai ancora tuo figlio?”». Rido, poi le dico: «Se penso a un giorno in cui non ci sarà più Gâteau mi viene male, non so come farò». Carla resta impassibile. Allora aggiungo: «Ho letto non so più dove che il dolore per la perdita del proprio gatto può durare anche anni e può comportare disperazione, difficoltà a socializzare e la sensazione che una parte di te sia morta». Carla alza un sopracciglio. «Che c’è?» le chiedo. E lei: «Io mi sento così ogni giorno, e il gatto neanche ce l’ho».

23.3.26