Aperitivo con la mia amica Carla. Una tizia accanto a noi nell’alzarsi dal tavolo dice all’uomo che è con lei: «Che bello l’aperitivo, che felicità!». L’uomo ride e dice: «Eh, felicità... addirittura...». Anche lei ride e gli fa: «Ma che vuoi? Mi basta poco per essere felice». Detto questo, ci guarda e ci fa l’occhiolino. Io le sorrido, Carla la squadra, impassibile. Quando se ne vanno, Carla mi guarda come a dire: “C’è solo una cosa che odio più della gente: la gente felice”. Io le dico: «Io sono come lei: mi basta poco per essere felice». Carla alza un sopracciglio e non commenta. Io allora dico: «Datemi la mia gatta sulle gambe e sono felice».
«E delle gambe» dice Carla.
Rido. «Sì, ovvio».
«E gli scacchi,» dice Carla, «altrimenti dopo un po' ti annoi».
«Giusto,» dico, «e il mio portatile per giocarci. E sono felice».
«E la connessione a internet» dice Carla.
«Vero. E una scrivania, una poltrona da gaming e un mouse» dico. «Possibilmente wireless con sensore ottico a 19.000 dpi» aggiungo.
«E una casa, dunque, o stai con una scrivania in mezzo alla strada?» dice Carla.
«Sì, una casa ci vuole, meglio se di proprietà» dico.
«E magari due patatine, proprio due» aggiunge Carla.
«Sì, e un calice di una bevanda alcolica, va bene qualunque cosa, eh, tipo, non so, un Philipponnat Cuvée 1522 Grand cru 2007» dico.
«Fresco, però» dice Carla.
«Per forza, a sei-sette gradi non di più» dico.
«E un frigorifero, allora» dice Carla.
«Chiaro,» dico io, «ancora meglio una cantinetta climatizzata e un supporto refrigerante per tenere la bottiglia in fresco, non posso mica fare la spola».
«Disturberesti la gatta» dice Carla.
«E crollerebbe tutta l'impalcatura della felicità» dico.
«Ti serve anche la corrente elettrica» dice Carla.
«Era implicito, Carla, altrimenti come gioco a scacchi?».
«Due patatine?».
«Non possono mancare».
«E un po’ di musica».
«Sì, e nessuna preoccupazione economica» dico. «Per me e per i miei cari» aggiungo.
«E buona salute» dice Carla.
«Per me e per i miei cari» dico. «E vicini silenziosi» aggiungo. «E il riscaldamento d’inverno o l’aria condizionata d’estate, è ovvio» dico.
«E niente missili in arrivo» dice Carla.
«O anche solo sopra la mia testa» dico.
Silenzio. Poi Carla si accende una sigaretta, soffia una nuvola di fumo e dice: «Ti basta veramente poco, sei fortunato».