Grazie a voi, spero che far sentire la mia storia possa essere d'aiuto. Se non a me, ad altri vitelli grassi nella mia situazione.
Ho molte cose da chiederle, comincerei con un semplice: come sta?
Può immaginare, credo.
In effetti sì. Le dà fastidio essere chiamato Vitello Grasso?
No, è il mio nome.
Cioè si chiama proprio così all'anagrafe?
Non c'è un'anagrafe per vitelli. Mi hanno sempre chiamato Vitello Grasso.
Anche quando era magro?
Non sono mai stato magro.
Ultimamente l'hanno chiamata Vitello Ingrassato. Lo preferisce?
Qual è la differenza?
Eh, che sposta l'attenzione sul fatto che lei è stato fatto ingrassare a forza.
A forza? Mi piace mangiare, sono una buona forchetta. Senta, non è questo il problema.
Vero. Il problema è che sta per essere ucciso.
Eh.
Ma lei ha qualche obiezione, giusto?
Altroché. Per prima cosa il signorino…
Il figliol prodigo.
Lo abbiamo sempre chiamato signorino.
Ok, continui.
Il signorino non ha mai dato una mano in azienda. Sappiamo tutti che della famiglia è…
La pecora nera.
Per favore.
Eh? Ah, mi scusi.
Sappiamo tutti che è lo scansafatiche.
Scansafatiche, giusto. Non c'è bisogno di tirare in ballo le pecore.
Appunto. Un giorno che fa? Chiede al padre la sua parte di eredità per andarsene a gozzovigliare. Neanche per avviare un'attività in proprio, che l'avrei capito. Ma quale parte, dico io? Si è mai sentito?
Lei cosa avrebbe fatto?
Al posto del padre? Gli avrei detto: di quale parte vai blaterando, scimunito? Sono ancora vivo! Anzi visto che hai tanto tempo per fare dei progetti, prendi questo badile e vai a spalare la merda di cammello, sul retro.
Invece il padre gli ha dato i soldi.
Sì. Comunque eravamo tutti contenti che il signorino se ne andasse, creava solo scompiglio e chiedeva sempre di ammazzare dei capretti per fare festa. Questo lo fanno tutti e due i figli, devo dire.
Ma poi a un certo punto torna.
Sì. Senza un soldo. Le storie delle sue gesta erano arrivate fino a qui, comunque. Gioco d'azzardo, prostitute.
Cosa pensava accadesse?
Io?
Sì.
Fossi stato io al posto di suo padre, l'avrei messo a…
Merda di cammello.
Esatto. Ma sapevo che sarebbe stato perdonato. Conosco i miei polli. Ma tutto lì.
E poi che è successo?
È successo che sono venuti a prendermi per farmi fuori, per festeggiare, ecco cos'è successo.
Lo trova ingiusto.
Eccome!
Ha detto qualcosa al padre?
Certo che gli ho detto qualcosa. Gli ho detto: quello se ne va a puttane e tu come premio uccidi me?
E il padre?
Ha detto che era morto e ora è vivo.
E lei?
Ma che morto?!, gli ho detto. Quello se la spassava nei bordelli.
Che cosa ha risposto il padre?
Ha detto: Vitello Grasso, lo so, ma cerca di capire, credevo di averlo perso, e invece è tornato. Ho capito, gli ho detto io, facciamo pure una festa, ma c'è bisogno di uccidere il vitello migliore?
Che le ha risposto?
Non sei il migliore, ha detto, sei solo grasso.
C'è rimasto male?
Chiaro. Una vita a sentirsi dire guarda questo vitello, com'è bello grasso. Pensavo fosse un pregio.
Altrimenti si sarebbe messo a dieta?
No. Però avrei impostato diversamente la mia difesa con l'avvocato.
Siete rimasti con le armi spuntate.
Lo può ben dire.
Ma non presentiva che prima o dopo l'avrebbero fatta fuori per mangiarla?
No. C'era un solo Vitello Grasso. E dopo?
Si poteva far ingrassare un altro vitello.
Guardi che non è così semplice, eh, non basta mangiare.
Ah no? E che altro si deve fare?
Ok, basta mangiare. Fatto sta che in quel momento c'ero solo io.
Hanno già messo all'ingrasso un altro vitello, pare.
Ah sì?
Sì.
Ingrati. A saperlo sarei scappato, sarei andato a puttane e poi sarei tornato.
Pensa che avrebbero ammazzato il signorino, per festeggiare?
Penso proprio di sì.
O magari sempre lei.
Ammazzare me per festeggiare il mio ritorno?
Sì.
Ma che senso ha?
Lei è più saporito. Quali sono le sue conclusioni, dunque?
Che ogni scusa è buona per far festa.
Ah. Dice che è questa la morale della parabola?
Io l'ho capita così.